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Patient Data: impostare un approccio data-driven nei servizi ai pazienti

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In uno scenario in cui l’idea di valore generato coincide sempre di più con la capacità di raggiungere dei buoni risultati clinici e massimizzare il rapporto costo/beneficio, la raccolta e l’analisi dei dati durante il patient journey diventa uno degli elementi cardine dell’industria farmaceutica per le proprie strategie di posizionamento.

Pertanto, quando si struttura un servizio al paziente, è importante focalizzare l’attenzione anche sulle opportunità che possono derivare dai dati raccolti all’interno del modello di servizio strutturato e sui Key Performance Indicator (KPI) necessari a dimostrare la validità dello stesso.

Questo approccio data-driven si delinea nella fase di design del servizio, valutando:

  • quali dati è possibile o meno collezionare all’interno del modello proposto;
  • quali sono i touchpoints da cui si può raccogliere il dato;
  • come uniformare la struttura dei dati raccolti lungo il patient journey nei diversi Paesi in cui il servizio viene svolto;
  • quali sono gli strumenti più adeguati per raccogliere il dato tutelando la privacy del paziente.

Successivamente, focalizzandosi sugli obiettivi di valorizzazione del dato che ci si è posti, è possibile valutare se parallelamente al set-up del servizio, sia necessario procedere all’attivazione di uno studio osservazionale.

Strumenti di raccolta, gestione e condivisione del dato

Per collezionare, organizzare e analizzare i dati, in molti settori, sta diventando indispensabile dotarsi di una piattaforma tecnologica capace di integrare e gestire grandi quantità di dati di fonti diverse. O ancora di altri strumenti, specifici per il mondo healthcare, come i PRM (Patient Relationship Management) che aggregano e consolidano i dati dei pazienti provenienti da una varietà di sistemi informativi diversi, facilitando e coordinando comunicazioni, messaggi e istruzioni.

HNP a questo proposito ha scelto di dotarsi di una propria piattaforma, iCare Platform, disegnata in accordo con i principi della privacy “by design” e “by default”, certificata ISO 27001 e che consente l’integrazione dei dati provenienti da device di monitoraggio, app, web sites, contact center e messagistica.

È sulla possibilità di personalizzare questa piattaforma in base ai differenti modelli di servizio ai pazienti implementati, che si fonda l’opportunità di raccogliere il dato secondo la data-driven strategy impostata in fase di design. In questo modo, nonostante l’origine differenziata e l’eterogeneità delle informazioni, è possibile trasformare ed elaborare il dato per ottenere una visione olistica d’insieme utilizzabile come base comune per diverse tipologie di analisi ed estrarre il significato sottostante al dato grezzo.

Come si collezionano i dati? L’accesso alla piattaforma può essere per esempio concesso ai Medici Specialisti di riferimento che possono utilizzarli per monitorare l’andamento dello stato di salute del proprio assistito e favorire decisioni cliniche più efficienti, all’intero team di cura del paziente (reparti specialistici o MMG), spesso afferenti a strutture sanitarie differenti, per garantire un percorso di cura puntuale e integrato. Inoltre, i dati raccolti potrebbero, in seguito ad un opportuno consenso del paziente, essere condivisi con tutta la comunità scientifica e il mondo della ricerca. Questo aspetto diventa particolarmente rilevante per le malattie rare in cui la numerica dei pazienti è molto bassa e la condivisione del dato rappresenta una delle poche opportunità di ottimizzare i percorsi di cura.

Impostare un approccio data-driven nei servizi ai pazienti significa investire sul futuro. Già dalla fase di service design, infatti, si può vedere come il dato rappresenti un’opportunità importante per i diversi attori del mondo sanitario che deve essere gestita da professionisti capaci di raccogliere, integrare e condividere i dati per sfruttare al meglio la loro valenza informativa rispettando la normativa sulla privacy e tutelando i pazienti.